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Le rovine di Carsulae




Centro Visita e Documentazione "U. Ciotti" e Area Archeologica di Carsulae voc. Carsoli 8 - Carsulae, Terni Tel. 0744.334133 - Fax 0744.428061 e-mail: carsulae@kairos.tr.it

Per informazioni sulle visite guidate e sulle attività didattiche telefonare allo 0744.334133. ORARIO: Dal 1 aprile al 30 settembre: tutti i giorni, dalle 8:30 alle 19:30. Dal 1 ottobre al 31 marzo: tutti i giorni, dalle 8:30 alle 17:30. Prezzi: intero 4,00 euro; ridotto 3,00 euro. Biglietto ridotto: Cittadini UE tra i 6 ei 25 anni e sopra i 65 anni; Docenti con incarico a tempo indeterminato nelle scuole statali (quando non accompagnano la classe); Gruppi di studenti delle scuole dell’UE accompagnati dagli insegnanti; Docenti o studenti delle facoltà di Architettura, Conservazione dei beni culturali, Scienze della formazione, Lettere e Filosofia (indirizzo archeologico e storico artistico) e Accademia di Belle Arti; Personale del Ministero per i Beni e le Attività Culturali; Gruppi turistici composti da almeno 15 persone. Gratuità: Bambini con meno di 6 anni; Disabili; Accompagnatori disabili; Guide turistiche; Interpreti turistici; Insegnanti accompagnatori; Possessori di tessera ICOM. Centro documentazione di Carsualae

Le rovine di questa città antica furono descritte e identificate fin dal XVII secolo: tuttavia, soltanto le campagne di scavo svoltesi tra il 1951 e il 1972 hanno permesso di riportare alla luce buona parte del foro, il teatro e l'anfiteatro, un lungo tratto della Via Flaminia e alcune tombe monumentali. Carsulae lega le sue sorti a quelle della Via Flaminia, asse portante dell'impianto urbanistico: nulla resta del nucleo insediativo originario, formatosi probabilmente già nel corso del III sec. a.C., poco dopo la costruzione della strada.
L’itinerario di visita a Carsulae inizia da un monumento di età paleocristiana o altomedievale, la chiesa di San Damiano (1), sorta sui resti di un edificio romano di incerta funzione, di cui sussistono tracce ben visibili sul fianco meridionale. La dedica a San Damiano (o, più verosimilmente, ai santi Cosma e Damiano) è abbastanza insolita e, per questo, interessante, poiché luoghi di culto con intitolazioni simili sembrano caratteristici nel periodo bizantino (VI sec.). L'edificio originario, costituito da un'unica aula rettangolare absidata, fu modificato (probabilmente nell'XI sec.) con l'aggiunta di un portichetto in facciata, realizzato quasi interamente con materiali di reimpiego, e, all'interno, con l'inserimento di due colonnati.

La chiesa ospita al suo interno e sotto al portico frammenti di decorazione architettonica (basi, capitelli, ecc.) e numerose lastre marmoree pertinenti al rivestimento parietale della basilica e degli edifici pubblici del foro. Davanti alla chiesa è visibile il lastricato della Via Flaminia (13) riportato alla luce per un tratto piuttosto lungo e corrispondente al percorso urbano della strada: poco più a sud, in un'area prossima al limite meridionale della città, sono visibili i resti di alcuni ambienti delle terme (12). Tornando indietro all'altezza della chiesa di San Damiano si notano, ai lati della strada, i ruderi di una serie di vani, forse di età tardo repubblicana, di cui quelli di destra, disposti intorno a un cortile centrale, avevano probabilmente funzione residenziale. Procedendo verso nord si incontrano i resti del foro, in gran parte costruito su un terrazzamento in muratura, al quale si addossano, sul lato rivolto verso la strada, una serie di ambienti voltati (tabernae) utilizzati probabilmente per attività commerciali. L’ingresso dalla Via Flaminia avveniva tramite due monumentali archi quadrifronti : il primo, più meridionale, era posto in prossimità dei cosiddetti tempietti gemelli (4), di cui restano soltanto i due podi foderati di lastre di pietra rosa: si tratta di due piccoli edifici di culto tetrastili, affiancati e di dimensioni uguali, dedicati a una coppia di divinità sconosciute. Il secondo ingresso immetteva invece nel porticato che bordava il lato settentrionale della piazza e su cui si affacciavano alcuni edifici pubblici (3): si tratta di quattro aule rettangolari absidate, tutte caratterizzate da una prestigiosa decorazione marmorea parietale e pavimentale (le cui tracce sono ancora ben visibili in due ambienti, decorati con pavimentazione in opus sectile). Più avanti si giunge a una cisterna rettangolare in opus reticulatum tale struttura, in origine forse collegata al vicino impianto termale, è stata oggi trasformata in antiquarium (11). Tornando verso la Flaminia, a est della piazza forense e in asse con questa, si possono osservare i resti della basilica grande (2) aula rettangolare divisa in tre navate da due file di pilastri e con abside terminale, destinata all'amministrazione della giustizia e all'esercizio del commercio. Alle spalle di questa, sul limite orientale del centro abitato, spiccano il teatro (8) e l'anfiteatro (7) Il teatro, costruito interamente in opus retlculatum e ancora ben conservato in elevato (fino alla parte mediana della cavea), è assegnabile all'età augustea ed è leggermente anteriore all'adiacente anfiteatro, collocato quasi perfettamente in asse con il precedente edificio, ma costruito con una tecnica assai differente (blocchetti di calcare con ricorsi regolari di laterizio), forse databile in età Flavia. Di questo monumento, collocato all'interno di una cavità naturale del terreno, si apprezzano la metà meridionale della cavea, gli accessi sull'asse maggiore e alcuni ingressi secondari di collegamento con le gradinate. Proseguendo ancora verso nord sulla via Flaminia si giunge all'arco di San Damiano (5), porta monumentale di età augustea che delimitava anche simbolicamente la città (priva di mura) sul lato settentrionale. L'arco era in origine a tre fornici (i due laterali minori sono crollati) e interamente rivestito di lastre di marmo. Subito al di fuori della porta sono ben visibili, fortemente restaurate, alcune tombe monumentali (6) (14), di cui la prima, più grande, appartiene alla tipologia "a tumulo" (6), particolarmente in voga nelle famiglie aristocratiche tra la fine dell'età repubblicana e quella augustea: a questo monumento funerario si riferisce probabilmente l'iscrizione conservata a Palazzo Cesi di Acquasparta, sicuramente proveniente da Carsulae e menzionante alcuni membri della gens Furia, una delle più prestigiose famiglie carsulane.

[tratto da: Archeologia a Terni - Crace, Perugia]
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Provincia: Terni
Comprensorio: Ternano (Acquasparta; Arrone; Calvi dell'Umbria; Ferentillo; Montefranco; Narni; Otricoli; Polino; San Gemini; Stroncone; Terni; )
comprensorio Ternano

INFORMAZIONI 

DATI
Provincia: Terni
Comprensorio: Ternano
Altitudine: 337 m s.l.m.
Superficie: 27.58 kmq
Abitanti: 4462 (01.01.00; Istat)
Nome abitanti: Sangeminesi
CAP 05029
Prefisso: 0744.

Comune di San Gemini
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