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Lunedì 18 Dicembre 2017
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Foligno

Il Parco di Colfiorito, il Parco naturale più piccolo dell'Umbria


Posta al confine dell’Umbria con le Marche, ai piedi del Monte Pennino, si estendono gli Altopiani Plestini (o di Colfiorito), dall’antica città di Plestia. Questa zona è caratterizzata dalla presenza di vaste zone pianeggianti chiamate “piani”, in gran parte sono i resti di laghi antichi che si sono prosciugati naturalmente oppure sono stati bonificati dall’uomo.
Essi sono i Piani di Colfiorito, Cesi, Popola, Annifo, Collecroce, Arvello, Ricciano e la Palude di Colfiorito, tutti compresi tra le quote 750 e 790 metri circa.

La risorsa più importante del Parco Naturale di Colfiorito
E’ uno degli ecosistemi naturali più importanti dell’Umbria e qui l’acqua permane tutto l’anno subendo poche oscillazioni.
Questo complesso ecosistema acquatico naturale che crea micro e macro ambienti, costituisce la risorsa naturale biologica e paesaggistica più importante dell’area del Parco Naturale di Colfiorito. Il Parco è costituito da 338 ettari di superficie ed è il più piccolo delle sei aree protette dell’Umbria.
Questa zona particolarmente umida, posta a 752 metri di altezza, occupa una superficie di circa 100 ettari, per le sue caratteristiche ecologiche (varietà di animali e vegetazione) è stata inclusa nel 1976, nell’elenco delle zone umide a valore internazionale (Convenzione di Ramsar) e riconosciuta, nel 1995, come Area Naturale Protetta dalla Regione dell’Umbria. Da poco è stata inserita nella rete europea “Natura 2000”, un sistema internazionale di aree protette finalizzate alla tutela degli habitat e della biodiversità europea. Una menzione particolare merita la flora presente nella natura che conferisce al paesaggio, nel periodo della fioritura, un aspetto colorato con profumi di forte intensità; qui si trovano piante anche considerate rare nel territorio italiano come il Giunco comune, l’Orchidea acquatica.

Che c’è sotto la Palude
Il bacino idrografico di Colfiorito costituisce un sistema chiuso perché le sue acque non defluiscono superficialmente ma vengono esclusivamente smaltite attraverso inghiottitoi, eccetto l’apertura artificiale ad Est verso il Chienti e quella che evapora naturalmente. La Palude di Colfiorito viene alimentata in parte dall’acqua piovana e in parte dalle sorgenti sul fondo. Il livello dell’acqua si mantiene costante ad un’altezza di 756 metri s.l.m., con una profondità massima al centro di 4 metri circa.
La Palude ha un grande inghiottitoio ai piedi del monte Orve, che si presenta come una grande cavità ben visibile, costituita da scaglia di un intenso colore rosso, larga 10-20 metri e profonda circa 5 metri, smaltisce 20 litri di acqua al minuto secondo. Questa cavità ha subìto diverse modifiche per alcune opere di bonifica che volevano accrescere l’assorbimento dell’acqua a partire dal secolo XVI. Le acque che confluiscono nel serbatoio si raccolta, formavano un salto che fu utilizzato da un mulino realizzato da Francesco Jacovilli nel 1570, di cui ora è rimasta una struttura diroccata chiamata Molinaccio.
Il secondo inghiottitoio è posto all’inizio dell’incisione di Colfiorito e anche se di importanza minore ha subito diversi ampliamenti da parte dell’uomo. In questa zona ci sono diverse polle di acqua che nel periodo invernale costituiscono un unico specchio d’acqua con la Palude.

L’origine di molte sorgenti Umbre
Il tipo di terreno che costituisce l’Altopiano origina il fenomeno del carsismo; le fessure causate dal movimento tettonico, con il penetrare continuo dell’acqua, hanno creato una serie di cavità sotto terra che costituiscono la rete carsica.
Sembra che dallo scorrere di queste sorgenti e dal loro incontro con terreni impermeabili aiutate dalle varie pendenze, si formino delle falde, che poi vanno ad alimentare le sorgenti di Rasiglia, Bagnara, Marsciano, Cassignano, Capodacqua, Nocera Umbra; alcune di queste sorgenti sono usate dai vari acquedotti comunali.
La Palude di Colfiorito presenta una ricca fauna acquatica, costituita dal plancton e dal benthos che vivono sul fondo; pesci come la Tinca e l’anguilla; anfibi come il tritone punteggiato, la razza verde, il rospo, la raganella; piccoli rettili come il ramarro, la lucertola; uccelli come l’airone rosso, l’oca selvatica; mammiferi come la donnola la volpe il riccio.

Per avere maggiori informazioni riguardanti il parco potete rivolgervi a:
Parco di Colfiorito piazzetta del Reclusorio 1 int. 4 06034 Foligno PG
Tel. (+39) 0742.349.714 fax 0742.680.098
e-mail parco.colfiorito@parks.it


Dove dormire e dove mangiare:



Umbria Online Hotel Villa Fiorita * * * Loc. Colfiorito, Via del Lago, 9 - 06030 Foligno (Perugia) Tel. 0742681326 Fax 0742681327
 email:villafiorita@umbriaonline.com • Ubicato sull'altopiano di Colfiorito a circa 780 mt di altitudine, la struttura e' una ideale meta per tutti coloro che amano fare trekking in mezzo a verdeggianti prati e ondulate colline. Il paesaggio e i ritmi sono quelli caratteristici dei paesini di montagna. Pur essendo immersi in una bellissima atmosfera, lontano dal caos, in 15/20 minuti d'auto e' possibile raggiungere i maggiori centri umbri quali Foligno, Spello ed Assisi.
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