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Martedì 16 Settembre 2014
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Sant

Visita del Centro Storico e dintorni


Veduta di Sant'Anatolia di Narco Sant'Anatolia di Narco, borgo medievale che fino al 1198 si chiamò Naharcus, già insediamento preistorico, si sviluppò attorno un castello del sec. XII del feudatario Duca Corrado di Urslingen e nel XIV fu cinto da mura e torrioni. Dopo essere stata distrutta da Spoleto, Federico II la riconobbe come possedimento spoletino. Degli interessanti ritrovamenti archeologici paleo-etruschi si trovano ora al Museo Archeologico di Firenze.

Chiesa della Madonna delle Grazie Nella Parrocchiale di Sant’Anatolia si conservano degli affreschi del del XIV-XV secolo. Dirimpetto alla porta orientale sorge l’Oratorio di S. Maria delle Grazie, con un prospetto cinquecentesco elegante che ingloba una più antica edicola con l’immagine della “ Madonna col Bambino e i Santi Giacomo e Antonio Abate” del Maestro di Eggi (1440-50).

Nei dintorni, venendo da Vallo del Nera, prima di Sant’Anatolia di Narco si giunge a Castel S. Felice, un borgo fortificato con un fascino particolare, nei pressi del quale sorge in basso la Chiesa di S. Felice, testimonianza della straordinaria fioritura di chiese romaniche nel territorio di Spoleto verso la fine del XII secolo.

Chiesa di S. Felice di Narco Il rosone sulla facciata, finemente scolpito, si trova incorniciato da un quadrato con i simboli dei quattro Evangelisti negli angoli. Sotto al rosone si aggiunge una fascia a bassorilievo con storie del Santo, venuto con suo padre Mauro dalla lontana Siria e morto nella prima metà del VI secolo. Le immagini raffigurano l’uccisione di un drago e la guarigione del figlio della vedova. L’interno a navata unica propone un affresco tardo-gotico, “Adorazione dei Re Magi” (inizio XV sec.) e, nell’abside, “Cristo benedicente con angeli” del Maestro di Eggi (1440-50). Sotto all’alto presbiterio rialzato, si trova la cripta. Da questa chiesa provengono i Leggendari miniati conservati presso la Biblioteca Capitolare di Spoleto.

Lungo la strada per Monteleone di Spoleto, nella frazione di Caso, poco fuori dall’abitato, troviamo la Chiesa di S. Maria delle Grazie, la quale conserva un affresco cinquecentesco con una iconografia singolare: una Madonna a cavallo. All’ingresso nel villaggio troviamo la Parrocchiale di S. Maria Assunta con degli affreschi di Pierino Cesarei (1595), mentre poco oltre la piccola Chiesa di S. Cristina, romanica, interamente affrescata fra i sec. XIV e XVI, presenta raffigurazioni popolari del “Giudizio Universale” e le “Storie di S. Cristina”.

Salendo ulteriormente, si raggiunge la frazione di Gavelli, un castello tardo-medievale a 1153 m, con una sorprendente Chiesa di S. Michele, del XV sec., che dietro a una semplice facciata nasconde un interni impreziosito da molti affreschi: nell’abside, “L’Incoronazione di Maria”, i “S. Pietro e Paolo” e “L’Apparizione di S. Michele sul Gargano” dello Spagna (1518), mentre le pareti sono affrescati sia dallo Spagna che da artisti a lui vicini.

Nelle vicinanze:
Castel S. Felice (S. Anatolia di Narco) castello di poggio: Abbazia di S. Felice di Narco (sec. XII), Chiesa di S. Sebastiano (sec. XVI) e Giardino Appenninico;
Grotti (S. Anatolia di Narco) villa di transito: Chiesa parrocchiale di S. Pietro (sec. XIV), Chiesa del Confraternita (sec. XVI);
S. Martino Agelli (S. Anatolia di Narco) villa di transito: Chiesa di S. Martino (sec. XIV);
Tassinare (S. Anatolia di Narco) nucleo rurale: Chiesa di S. Lucia (sec. XVI);

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Iniziative nel comune di Sant Anatolia di Narco
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Sant Anatolia di Narco


VALNERINA AREA 

Provincia: Perugia
Comprensorio: Valnerina ()
comprensorio Valnerina

INFORMAZIONI 

DATI
Provincia: Perugia
Comprensorio: Valnerina
Altitudine: 328 m s.l.m.
Superficie: 43.32 kmq
Residenti: 584 (01.01.07; Istat)
Nome abitanti: Santanatoliesi
CAP 06040
Prefisso: 0743

Frazioni: Caso, Gavelli, Grotti, Castel San Felice, Tassinare, San Martino Agelli

Comune di Sant Anatolia di Narco
Località Sant'Anatolia di Narco Tel. 0743613148 Fax 0743613148

Personaggi Illustri: Piermarino di Giacomo (pittore, sec. XVI); Giuseppe e Pietro Maso Campani (fisici, sec. XVII).