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Sabato 21 Ottobre 2017
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Montecastrilli

I dintorni di Montecastrilli


Chiesa di San Bartolomeo: affresco CASTELTODINO
Importante castello medievale, saldamente chiuso nelle sue mura di cinta dove sono evidenti le tracce del passato nella struttura urbana e le torri. La Chiesa di San Bartolomeo, secolo XI-XlI, riaperta recentemente al culto dopo una radicale opera di restauro. Restaurata nel 1677, il tempio presenta vari rimaneggiamenti come nel caso del portale e della finestra posta al di sopra di questa.

Nel locale sacrestia, nel lato nord della Chiesa, è custodito un pregevole crocefisso ligneo. Nella parete di fondo, inserito nell'antica cinta muraria del castello, si trova un affresco della crocifissione della seconda metà del '500, sovrapposto ad altri d’epoca precedente. Nella parete opposta spicca il quadro di San Bartolomeo Apostolo, che fu commissionato da Don Giuseppe Taddei nel 1747. La tela raffigura lo sposalizio della Vergine. Nella parte inferiore del dipinto sono rappresentati San Bartolomeo e a un Santo Vescovo forse, San Biagio.

Fortezza Forte Cesare CASTEL DELL’AQUILA
La torre a base quadrata e i due torrioni rotondi che delimitano l'accesso al bastione, non sono le uniche vestigia, per altro ben conservate, del Castello fatto costruire dai todini nel 1294, sul sito chiamato Colle Nobile, purché tenesse a bada la irrequieta ed non sempre fedele Amelia. La porta sormontata dall'aquila che artiglia una tovaglia, contornata da cinque palle di ferro, e il campanile pennicolare a trifore e quadrifore della chiesa di San Giacomo e San Marco, sono altrettanti segni distintivi della sua vetustà e della fierezza della sua gente.
Dell'importanza militare di Castel dell'Aquila è conferma ulteriore Forte Cesare, fortezza posta su un colle antistante a poche centinaia di metri in linea d'aria la cui costruzione (XII secolo) è attribuita a Cesare Borgia.
All'interno dell'edificio scolastico è ospito il Museo della Civiltà Contadina.

veduta di Quadrelli QUADRELLI
Il suo nome deriva forse da “quater turellis”, in riferimento alle quattro piccole torri che caratterizzano l’antico castello.
Da visitare la Porta Urbica, affiancata da una torre pentagonale irregolare, risalente al XII° secolo.
La chiesa di S. Maria Assunta, costruita intorno al XII secolo in stile romanico ha conservato all'esterno quasi intatta la sua veste originaria. Edificata sul gradino più alto del centro fortificato nel XVII secolo le fu addossata sulla parete destra, la sacrestia e, nel 1905, a ridosso dell'abside la torre campanaria. Orientata verso il punto dove sorge il sole, riceve la luce da tre graziose monofore poste nella parete di fondo e nel catino dell'abside.
Chiesa di Santa Maria Assunta Sopra la lunetta del portale si può ammirare una bifora ricavata da materiale di spoglio con l'iscrizione sulla colonna "Flaminius sex...". Nel corso dei secoli la chiesa ha subito tre grossi interventi di natura architettonica. Il primo nel XVI secolo che con l'abbassare del livello del pavimento, ha dato un nuovo respiro alla piccola chiesa. Il secondo, nel XVII secolo, che portò alla realizzazione delle cappelle laterali, ha innalzato il livello della capriata inserendo la copertura a volta. Con il terzo intervento, nel 1995-96 si è tentato di rileggere le varie modifiche che si sono succedute nel corso dei secoli e di adattare la chiesa alle nuove norme liturgiche.
All'interno del Tempio sono state recentemente portate alla luce diverse opere, tra cui, una Pietà in terracotta, di scuola germanica, risalente al XV° secolo, ed un affresco raffigurante S. lsidoro, patrono dei contadini, recante una scritta in gotico non ancora decifrata. Di buona fattura anche la Chiesa della Confraternita del Santo Rosario (XVII° secolo) dove sono custodite pitture dell'epoca. Il tetto a capriate è costruito con pianelle in terracotta, decorate con lo stemma del Cardinale Nicola Canali.

veduta di Farneta FARNETTA
Le prime notizie che si hanno sulla frazione di Farnetta risalgono alla sua appartenenza alle cosiddette Terre Arnolfe fino agli inizi del XII secolo, quando entrò nell’orbita del Contado di Todi per essere, poi, inglobata nel Plebato di Santa Vittorina di Dunarobba.
Probabilmente, fu cinta da mura castellane di cui non ne restano tracce. Esiste, però, ancora oggi una torre di guardia, che si erige al centro di un insieme di corpi di fabbrica che formavano una fattoria. La torre a base quadrata è coronata da tre ordini di conci e beccatelli di dimensioni crescenti via via che salgono verso la sommità. Il borgo prenderebbe il proprio nome dalla "quecus frainetto": un tipo di farnia di cui erano ricchi i boschi circostanti.

veduta di Collesecco COLLESECCO
In origine si chiamava Spogliano. Poi nel 1800, prese il nome di Belfiore, per cambiarlo definitivamente, ai primi del secolo che sta per concludersi, in Collesecco.
L’antico borgo, il cui insediamento potrebbe addirittura risalire all’assegnazione di terre da parte di Ottaviano Augusto ai veterani delle disciolte legioni è stato così ribattezzato a causa delle scarsità d’acqua e della povertà di vegetazioni di un tempo.
Il paese gode di un paesaggio di rara bellezza e suggestione, posto com’è su di una collina, che per secoli, ha conservato grande importanza strategica.

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