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Sabato 21 Ottobre 2017
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TERNI

Cecalocco e Battiferro paesi dispersi


La porzione di territorio occupata dai centri di Battiferro e Cecalocco è caratterizzata dalla montuosità e dalla inaccessibilità dei luoghi.
Due paesi importanti dal punto di vista strategico, per la difesa del territorio tra Spoleto e Terni e per la vista della Flaminia.


Battiferro
L’abitato di Battiferro si trova lungo il percorso di mezzacosta che staccandosi dalla Valdiserra all’altezza di Borgo Trevi, sale per Montebibico. Il paese si allunga lungo lo sperone del monte nel tratto di strada meno ripido.
La sua posizione favorevole, la presenza di una sorgente di acqua facilitò l’insediamento di edifici di tipo rurale e lo spopolamento dell’originario Battiferro oggi detto I Santi.
Nel 1602, data a cui risalgono le prime descrizioni, Battiferro aveva raggiunto le odierne dimensioni ed era abitata da 24 famiglie contro le 6 di Cecalocco.
Nel 1712 la chiesa parrocchiale possiede una piccola Sacristia ed il pavimento è realizzato in laterizio, compare un altare dedicato a Sant’Adriano.

Cecalocco
La storia di questo centro inizia tardi ed è sempre unita a quella della vicina Battiferro., con il quale divide il la medesima parrocchia San Giovenale. L’originario aspetto di villa rustica risulta ancora evidente nella mappa del 1819 dove diverse particelle non risultano edificate, lasciando supporre l’esistenza di un’aia. Fra il 1603 e il 1678 viene costruita la chiesa del Santissimo Rosario, lungo la via che collega al percorso predemontano.
Fuori dall’abitato di Cecalocco sorge l’isolata chiesa di S. Giovenale, lungo l’antico percorso che saliva dalla Flaminia. Le caratteristiche dell’edificio fanno supporre che sia stato costruito intorno alla fine del XII e l’inizio del XIII secolo, sull’esempio della costruzione della cattedrale di Narni, sorgono numerose chiese dedicate al culto del martire. Prima unita alla parrocchia Sant’Adriano di Battiferro, a partire del XVII pur provvedendo alla cura di entrambi gli agglomerati, viene collegata alla villa di Cecalocco.
Alla fine del settecento un altare risulta dedicato a sant’Antonio da Padova e l’altro alla vergine del Monte Carmelo, quest’ultimo governato da una confraternita dal medesimo titolo. Il pavimento era in parte in lastre di pietra ed in parte in mattonato, la sacrestia era ben messa ed arredata, il parroco risiedeva nella adiacente chiesa parrocchiale composta di nove stanze con due stalle per il bestiame ed una stalla al piano inferiore. Dall’altro lato della chiesa si trovava una sacrestia ed un’altra stanza e sotto una cantina, una cisterna e 12 canale per pestare l’uva.

Il presepe di cecalocco
Straordinaria opera d’arte è il presepe allestito all’interno di un’antica casa rurale, che si trova dentro al paese. Attraversando la casa partendo dalla sua antica stalla si ammira un presepe che si estende in profondità e che si attraversa di stanza in stanza. Non ci sono luci elettriche ma soltanto candele e lumi, anche all’interno delle vie del paese, che contribuiscono ad alimentare quest’aria un po’ antica. Aperto solo nel periodo natalizio.

Per assaporare al meglio le bellezze della natura conviene fermarsi alla Country House L’orto dei Miracoli Via Mozzoni 15 Terbi, tel. 0744.28.83.48.


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