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Itinerari - La valle del Tevere tra natura e cultura



La Valle del Tevere

Da Città di Castello fino all'altezza di Perugia la valle ha il nome di Valtiberina: è caratterizzata da un paesaggio dolce, per buona parte pianeggiante, segnato da basse colline e occupato da campi coltivati frammisti a boschi. All'origine il Tevere ha un carattere quasi torrentizio. Nella parte alta della valle si arricchisce delle acque del Niccone e dell'Assino. L'alveo, dopo Umbertide, diviene più largo. A sud di Perugia, per la diminuita pendenza del terreno, si apre in ampie anse e, dopo aver ricevuto le acque del sistema Chiascio Topino, aumenta la portata. All'altezza di Marsciano riceve le acque del Nestore.

La valle ormai ha il nome di Media Valle del Tevere. Dopo Todi il fiume si incassa nelle gole del Forello, si allarga nell'invaso di Corbara per poi ricevere il Paglia tra orvieto e Baschi. Dopo l'oasi di Alviano scorre in un fondovalle più ampio nel quale confluisce il Rio Grande ai piedi di Amelia e, presso Orte, il Nera, l'affluente di maggiore portata.

Il fiume della storia

In epoca romana ebbe il nome di "Albula", probabilmente per le sue acque chiare. E' conosciuto, però, come il "biondo Tevere" (flavus Tiberis) e considerato il "fiume sacro" di Roma perché ad esso sono legati la nascita dell'Urbe e i suoi destini futuri: fu questa via fluviale, affiancata dalle vie come la Flaminia che interessa per intero la regione umbra, a segnare la direttrice principale della romanizzazione. Fu anche importante arteria commerciale del mondo allora conosciuto. Per tale motivo è considerato il "fiume della storia" e il suo percorso può essere considerato un percorso archeologico-culturale.
Lungo il suo corso si stratificano le testimonianze della civiltà degli Umbri e degli Etruschi. II Tevere, infatti, fu confine e cerniera tra le due civiltà: i primi si stanziarono sulla destra del fiume, gli altri a sinistra. Poi vennero i Romani che, dopo la battaglia di Sentino (295 a.C.), occuparono interamente il territorio, vi istituirono, in epoca augustea, la VI Regio, costruirono strade, acquedotti, ponti, porti, facendo nascere e sviluppare grandi municipi.
Anche in epoca medievale questo asse fluviale mantenne la sua importanza strategica e di collegamento tra Roma e il resto della Penisola. A sua difesa e controllo sorsero borghi fortificati, castelli, torri e si svilupparono comuni e signorie tra le più potenti della regione.

Tevere, antica via commerciale

Tevere come arteria commerciale, si diceva. Attraverso il fiume, allora navigabile, erano trasportati i prodotti agricoli di cui era ricca l'Umbria (olio, vino, fichi, ortaggi) spesso provenienti dalle ville rustiche sorte lungo il suo corso, vere e proprie aziende agricole di supporto all'economia dell'Urbe. Si ricorda, ad esempio, la villa di Plinio a San Giustino e quelle, numerose, situate lungo la Media Valle del Tevere tra cui la Villa di Gramignano presso Lugnano in Teverina.
Allo scopo furono costruiti alcuni porti fluviali. Quello di Pagliano è il più grande: è situato alla confluenza tra il Tevere e il Paglia e recentemente fatto oggetto di un'attenta opera di scavo e di ripulitura, che ne ha messo in evidenza non solo la struttura, ma anche l'insieme degli ambienti di supporto all'attività portuale come i locali forse destinati allo stoccaggio delle merci. II porto dell'Olio presso Otricoli veicolava, come dice il nome, l'ottima produzione olearia dell'entroterra. Di altri porti e ponti oggi rimane il ricordo nei toponimi locali come Pian di Porto e Pontecuti presso Todi, Madonna del Porto presso Alviano.
Prodotti agricoli e non solo erano veicolati lungo il Tevere. La corrente del fiume fu un ideale veicolo di trasporto dei legnami, materiale indispensabile per la costruzione di case e di navi. Si sa che i Romani impiantarono, oltre alle stazioni militari, anche cantieri di disboscamento nell'Alta Valle del Tevere assai ricca di boschi, come dimostra il toponimo locale "Trabaria" che significa territorio delle travi.
Vi erano poi le ceramiche provenienti dalle fornaci dell'area di Corbara. A Scoppieto, nel comune di Baschi, è stato riportato alla luce un. sito archeologico che testimonia della ricchezza e della qualità della produzione tanto che i manufatti erano esportati anche nelle città del Nord Africa.
La via di trasporto era sempre il Tevere: imbarcazioni fluviali - due modellini di esse sono esposti nelI'Antiquarium di Baschi - raggiungevano Roma e da qui erano imbarcati sulle navi _che solcavano il Mediterraneo.
Paesaggi di straordinaria bellezza, borghi e città medievali, tradizioni dell'arte e della cultura e, come si è detto, un grande parco archeologico. Città di Castello, l'antica Tifernum Tiberinum, è oggi famosa non solo per i suoi monumenti e i suoi musei, ma anche per l'arte tipografica sviluppatasi fin dal 1500, perle sue ceramiche, per i mobili in stile, per la lavorazione della cosiddetta tela umbra (cui è dedicato un museo), ma anche per l'eccellente tartufo bianco cui viene ogni anno dedicata una Mostra.
II fiume scorre alle pendici dell'altura su cui sorge il nucleo medievale di Citerna, paese considerato la porta d'ingresso della valle del Tevere. Poi i borghi medievali di Monte Santa Maria Tiberina e Montone. Seguono Pietralunga nota per la produzione delle patate, San Giustino nei cui pressi è stata riportata alla luce la villa romana di Plinio, una delle più interessanti testimonianze archeologiche e una conferma della tradizionale attività agricola della regione, come è attestato dal ritrovamento dei "doli", recipienti per le derrate alimentari.
Seguono Umbertide (interessante la produzione ceramica) e Lisciano Niccone.
Perugia, capoluogo della regione, è città di splendidi monumenti che vanno dalle testimonianze degli Etruschi, a quelle del romanico e gotico, a quelle del Rinascimento.
A pochi chilometri si trova Deruta, famosa per l'arte della ceramica. Alta su un colle si erge Todi, ricca di monumenti e racchiusa entro tre cerchia di mura.
Da qui ha inizio il Parco Fluviale del Tevere. II fiume si incassa nelle Gole del Forello e poi si allarga nel lago di Corbara: nelle sue acque si specchiano paesi medievali, castelli: Prodo, Titignano, Civitella del Lago. Qui si affacciano le colline coperte di vigneti da cui esce il profumato vino D.O.C. rosso "Corbara" e "Lago di Corbara". Di seguito ecco l'Oasi di Alviano. Sulle alture tanti centri medievali: Baschi, nei cui pressi si trova la necropoli di Fosso San Lorenzo, un complesso di circa 2000 tombe che vanno dal VII al IV sec. a.C.; Montecchio e poi Guardea, Alviano con il suo imponente ed elegante castello, Lugnano in Teverina con la sua splendida Collegiata e l'Antiquarium ove sono esposti i reperti della villa romana di Poggio Gramignano. Poi Penna in Teverina e Attigliano. Superba la cittadina di Amelia con le colossali mura poligonali, eccezionale testimonianza della civiltà degli Umbri. Poi il fiume rasenta l'antica città romana di Ocriculum di cui rimangono importanti resti (le Terme, l'anfiteatro) e da cui provengono reperti importanti come il mosaico pavimentale delle Terme e la testa di Zeus conservati nei Musei Vaticani. Quindi prosegue fino a incontrare il suo maggiore affluente, il Nera.

La gastronomia

La Valtiberina è famosa per il tartufo bianco, il pregiato Magnatum Pico, al quale Città di Castello dedica, ogni anno, una fiera.
Prodotti di nicchia sono la patata di Pietralunga, di eccellente qualità per la sua consistenza e per il sapore (ogni anno si tiene una mostra mercato del prodotto) e i fichi Girotti di Amelia.
La produzione di olio e di vino è tradizionalmente presente fin dall'antichità. L'olio ha oggi ottenuto la D.O.P. con il marchio "Umbria".
II vino presenta numerose D.O.C. tra cui l'Orvieto, il Corbara, il Grechetto di Todi.

Sport lungo il Tevere

Manifestazione di rilievo è la discesa internazionale in canoa che va da Città di Castello fino a Roma: si tiene tra aprile e maggio.
Sul lago di Corbara, a Salviano, ha sede il Centro Remiero di canottaggio che organizza gare della specialità tra cui la Tevere-Tamigi che mette in competizione equipaggi italiani e inglesi.
La pesca sportiva è diffusa ovunque: nelle acque del Tevere si trovano lucci, carpe, anguille, cavedani e tinche.
Le Grotte della Piana di Titignano sono il paradiso della speleologia: il complesso ipogeo è percorribile con guide specializzate.
Nella forra di Prodo si pratica il torrentismo.
II territorio del bacino fluviale è percorso da sentieri per il trekking, per il cicloturismo e per l'ippoturismo. Da Salviano, sul lago di Corbara, partono battelli elettrici per la risalita del fiume fino a Todi.

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"Umbria...Cuore verde d’Italia. Umbria delle acque e dei Parchi, Agenzia di Promozione turistica dell'Umbria, Perugia, p. 72, per gentile concessione.



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