Informazioni turistiche su Itinerari , Umbria
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Itinerari - Sulle orme dei Santi


Fu nei boschi verdi e negli altopiani di Norcia, dove nacque intorno al 480, che sbocciò la vocazione di San Benedetto. Nelle abbazie benedettine che sorsero ben presto in tutta Europa i monaci, fedeli alla regola “Ora et Labora”, bonificarono il suolo e lavorarono i campi, dando un forte impulso alla ripresa della vita economica.
A Norcia, nella piazza principale, sorge l’antica chiesa di San Benedetto, eretta nell’XI secolo sull’area dove, secondo la tradizione, sorgeva la casa dei coniugi Anicia, in cui nacquero Benedetto e la gemella Scolastica, fondatrice del parallelo ordine femminile.

Monaco benedettino fu anche San Romualdo che diede vita intorno al Mille ad un movimento di riforma detto “dei Camaldolesi”. L’appennino umbro conserva le tracce del passaggio del santo mistico che fondò eremi e cenobi ispirati alla più rigorosa semplicità. Vicino a Scheggia sorge Santa Maria di Sitria, un'abbazia romanica con a fianco l’antico cenobio, dove è indicata la stanzetta detta “prigione di San Romualdo”, in cui il santo consumò una delle più profonde e intense esperienze della sua vita monastica.

Ma il figlio più famoso dell’Umbria è certamente Francesco d’Assisi, il santo che celebrando Dio chiamava fratelli e sorelle tutte le creature del mondo. L’impronta di questa straordinaria figura è rimasta impressa in ogni pietra di Assisi, città in cui venne innalzata in suo onore la basilica: tappa obbligata per migliaia di pellegrini e culla dell’arte moderna grazie al ciclo di affreschi eseguiti da Giotto per celebrare la vita dl Poverello.

In Umbria, tuttavia, tante sono le località che raccontano la vita del Santo d'Assisi e per questo motivo visitarle è come ripercorrere la sua straordinaria avventura umana e spirituale. In questo nostro percorso incontriamo Gubbio, città dove Francesco predicò alla lupa (nel luogo dove avvenne l'incontro i frati minori costruirono un piccolo convento, di cui ora rimane la Chiesa della Vittorina) e dove ricevette l'abito che contraddistingue l'ordine francescano; Bevagna, nella cui campagna la tradizione colloca il famoso episodio della predica agli uccelli; Rivotorto (località a tre chilometri da Assisi) il cui Santuario fu edificato per proteggere i) Sacro Tugurio, culla dell'Ordine dei Frati Minori. Da non dimenticare in questo breve itinerario francescano anche il Monteluco spoletino, dove Francesco costruì un piccolo eremo il cui pozzo è ancora ricco d'acqua, e Narni dove sorge lo speco di San Francesco, risalente all'epoca di San Bernardino.

Fu proprio l'Umbria la terra nella quale la santità venne per la prima volta declinata al femminile, cessando di essere prerogativa degli uomini. Così nel nostro percorso, oltre alla già citata Santa Scolastica, sorella di Benedetto, incontriamo qualche secolo più tardi Santa Chiara di Assisi. Anche Chiara, come Francesco, decise di consacrarsi a Dio, legando (a sua vita a sorella povertà. II giorno delle Palme dell'anno 1212, la giovane fuggi dalla casa paterna e raggiunse Francesco e í suoi fratelli che la aspettavano alla Porziuncola. Lì, abbandonò i suoi abiti preziosi ed indossò quelli della penitenza, mentre Francesco le tagliava i capelli in segno di consacrazione. Scelse la Chiesetta di San Damiano come luogo di ritiro suo e delle sue prime consorelle, la stessa chiesa che Francesco aveva riparato anni prima, obbedendo alla voce del Signore. Dopo la morte di Chiara, venne costruita la Basilica destinata ad accogliere (e spoglie della Santa.

Qualche decennio dopo, si distinse la figura di Chiara di Montefalco. Chiara, figlia di Damiano e di Giacoma, nacque a Montefalco nel 1268 e, ad appena sette anni, decise di ritirarsi nell'eremo di Santa Croce, diventando inseguito badessa della comunità. La leggenda racconta che le consorelle, alla morte di Chiara, trovarono le tracce della passione di Cristo segnalate nel suo cuore, come delle stimmate interiori. Nell'antica Chiesetta di Santa Croce, oggi inserita nella chiesa dedicata a Santa Chiara, si conservano pregevoli affreschi che narrano la storia della sua vita, commissionati da Jean D'Amiel, nel 1330.

Tra le donne Sante, un posto particolare merita Santa Rita da Cascia (1381-1457). La sua vita travagliata (prima di essere accolta nel monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena, la giovane fu sposata ed ebbe dei figli, morti tragicamente), la fama dei suoi miracoli e la crescente devozione dei fedeli, hanno portato alla sua canonizzazione nel XX sec.. In onore di Santa Rita, chiamata dalla gente "la Santa degli Impossibili", fu costruito a Cascia un Santuario (1937-47), che fonde stili architettonici diversi; dal classico, al bizantino, al gotico. L'altare maggiore della Chiesa custodisce la preziosa reliquia del "Corpus Christi", ossia le pagine di un libro di preghiera, risalente al XIV sec., insanguinate da un'ostia consacrata.

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"Umbria...Cuore verde d’Italia. Umbria Percorsi d'arte", Agenzia di Promozione turistica dell'Umbria, Perugia, p. 60, per gentile concessione.



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