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Itinerari - I luoghi dell'arte contemporanea

Iniziamo da Città di Castello che ospita la collezione del suo cittadino più illustre: Alberto Burri. La collezione si è formata attraverso le donazioni dell'artista alla Fondazione Palazzo Albizzini ed è oggi esposta nelle due sedi di palazzo Albizzini, in via Albizzini, 1, e degli ex Seccatoi del tabacco, in via Pierucci.

Burri, una delle personalità più importanti del panorama artistico del secondo dopoguerra, a partire dagli anni '50 abbandona il medium tradizionale del colore ad olio e sceglie la materia come protagonista assoluta della sua arte. Con le serie dei Sacchi, dei Ferri, delle Plastiche, del Legno, dei Cretti, l'artista evidenzia tutte le possibilità espressive della materia presa di per se stessa: una materia povera e inconsueta.

Se da Città di Castello ci si sposta a Perugia, si scoprirà come la storia dell'arte del 900 abbia lasciato un segno anche nel capoluogo. Nei primi anni del XIX secolo, infatti, un gruppetto di giovani artisti presero esplicitamente a contestare gli insegnamenti dell'Accademia di Belle Arti e, insofferenti dell'asfissiante clima cittadino, mostrarono interesse per le teorie di Filippo Tommaso Marinetti, padre del Futurismo, i cui echi ancorché confusamente stavano giungendo anche in provincia.
Leader indiscusso del gruppo perugino fu Gerardo Dottori, uno dei protagonisti del futurismo italiano, tra i primi fondatori dell'aeropittura. L'originalità dell'arte di Dottori sta nell'aver saputo coniugare il futurismo con la rappresentazione del paesaggio: il paesaggio umbro, naturalmente, che rimase fonte e fulcro principale d'ispirazione dell'artista. Palazzo della Penna, una dimora signorile nel cuore di Perugia, recentemente ristrutturato, ospita al suo interno alcuni tra i capolavori di Gerardo Dottori, come il celebre Trittico della Velocità.

Interessante e insolita è anche la collezione d'arte contemporanea di Villa Fidelia a Spello. La bella palazzina, entrata in possesso della Provincia di Perugia, è sede di interessanti mostre temporanee.
 

Nel cuore di Trevi, cittadina poco distante da Spoleto, all'interno del cinquecentesco Palazzo Lucarini si trova invece il Trevi Flash Art Museum of Contemporary Art, museo che organizza mostre temporanee, personali o collettive, dei più interessanti artisti della scena italiana e internazionale.
Nato nel 1992 da un accordo tra il Comune di Trevi e Giancarlo Politi, il Museo propone un calendario di sei-sette mostre l'anno.

Lasciata Trevi, il nostro viaggio prosegue alla volta di Spoleto, dove si può visitare la Galleria civica di arte moderna e contemporanea.
La Galleria dal 2000 è ospitata negli splendidi locali del palazzo Collicola, antica residenza cittadina della nobile famiglia dei Collicola.
 

Quattro delle 15 sale del museo sono dedicate allo scultore spoletino Leoncillo. Il nucleo centrale della raccolta è costituito tuttavia dalle opere del Premio Spoleto, un'importante rassegna artistica che si svolse nella città tra il 1953 e il 1968. In questa sezione rientrano i lavori di Mario Ceroli, con le sue sagome di legno, e di Pino Pascali, presente con una delle sue più celebri installazioni: Il Mare del 1966. Un'intera sala è infine dedicata a Sol Le Witt, artista concettuale americano che amò particolarmente la città umbra tanto da risiederci più volte.

Da Spoleto ci dirigiamo a Terni dove è possibile visitare due diversi tipi di musei: il primo, la Pinacoteca Comunale "Orneore Metelli", allestito all'interno del settecentesco palazzo Gazzoli, ripercorre attraverso quadri e sculture la vita artistica della città; il secondo, a cielo aperto, è inerente all'archeologia e al patrimonio industriale ternano. La Pinacoteca, dedicata al pittore naïf ternano Orneore Metelli, custodisce le opere più importanti dell'arte locale tra il XIX e il XX secolo, con particolare riferimento alla fortunata stagione artistica ternana degli anni Trenta.
Terni è inoltre connotata dalle testimonianze archeologico-industriali; quello ternano infatti è un paesaggio che nel corso degli ultimi due secoli ha conosciuto modificazioni territoriali dovute a differenti tipologie industriali: la protoindustria, le industrie tessili e meccaniche, la siderurgia, le industrie chimiche ed elettriche.
L'idea perseguita dalla Provincia di Terni e dalla Regione dell'Umbria è quella di realizzare, sull'esempio di esperienze europee ed italiane già avanzate, un ecomuseo, cioè un museo a cielo aperto dell'archeologia e del patrimonio industriale, attraverso il recupero e il riutilizzo del suo patrimonio industriale.
Molto è stato già fatto: basti pensare all'ex stabilimento elettrochimico di Papigno, sulla sponda sinistra dl Nera, alle pendici del Monte Sant'Angelo, i cui capannoni più antichi, una volta restaurati, sono serviti da set cinematografico per i film di Roberto Benigni (vi sono stati realizzati "La vita è bella" e "Pinocchio").

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"Umbria...Cuore verde d’Italia. Umbria Percorsi d'arte", Agenzia di Promozione turistica dell'Umbria, Perugia, p. 60, per gentile concessione.



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