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PERUGIA - La Fontana Maggiore







La città di Perugia è riunita nella Piazza Grande nel 1278, il fulcro attorno al quale ruota la vita del borgo umbro, dove affacciavano il duomo, il vescovado, il palazzo dei Consoli, quello del Podestà e quello del Capitano del Popolo.

L'occasione è da non perdere: si celebrano la conclusione dei lavori dell'acquedotto che porta l'acqua in città e della fontana, splendida, che ne mostra le acque.

Il popolo perugino, da decenni, era costretto a pagare un onere molto alto per potersi assicurare il fabbisogno di acqua. La morfologia di Perugia, città appollaiata su un doppio colle, favoriva la difesa militare ma rappresentava un ostacolo per l'approvvigionamento idrico.

Come fare arrivare nell'abitato le acque sorgive scoperte nel vicino Monte Paciano?
Nel 1277, Frate Bevignate dell'ordine dei Silvestrini, uomo capace, energico e risoluto, che le cronache vogliono morto ultracentenario, riuscì a portare a compimento, in pochi mesi, i lavori dell'acquedotto e della fontana. Il successo fu tale da garantire al frate la cittadinanza di Perugia e la guida di tutte le imprese che si compiranno in città nei decenni immediatamente successivi.

Non è ancora chiaro se il progetto d’insieme della Fontana Maggiore debba essere ricondotta a lui o ai due più famosi scultori, Nicola e Giovanni Pisano. Certo è che i lavori procedettero con talmente tanta velocità da dovervi partecipare una nutrita bottega.

La sua struttura
La struttura della fontana, di cui non mancano citazioni più o meno semplificate in altre cittadine del centro Italia, gli 85 volti umani e i 61 animali su di essa scolpiti sono espressione di un vocabolario nuovo, in parte nato oltralpe e poi disceso nella penisola, in grado di tradurre la nascente sensibilità protoumanistica.

Nelle formelle e nelle statuine di Perugia, ancora prima che nel pennello di Giotto, appare la terza dimensione, la conquista dello spazio. Nei bassorilievi della vasca inferiore i piani arretrano, dando corpo e solidità alle figure, mentre i santi e le figure allegoriche della vasca superiore, dietro i panneggi, sembrano spinte dal soffio della vita.

È il segno evidente della presenza di Nicola Pisano e di suo figlio Giovanni, due giganti della scultura italiana duecentesca che, in proporzioni diverse, hanno legato la lezione dell'antico con i dettami dello stile gotico.

Dopo avere ammirato la splendida Piazza e la Fontana Maggiore si consiglia di cercare ristoro a la Lanterna si trovano piatti tipici perugini e cucina regionale, Via U. Rocchi 6 (duomo) Perugia. Tel. (+39) 075.57.26.397. Chiuso Mercoledì.








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