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Orvieto - Uno dei primi fumetti nella storia dell’arte in un affresco e..

Una città piena di storia e di contrasti. La chiesa di San Francesco può esserne un esempio; una strana differenza anche storica tra l’interno barocco e l’esterno in romanico-gotico. Interessante l’interno, tra gli altri da segnalare un curioso fumetto affrescato. Tanti i passaggi di personaggi storici, noi vogliamo ricordarne alcuni come Garibaldi, Freud e Caterina dei Medici detta l’occhio del Pontefice.

Il fumetto e la chiesa di San Francesco
La chiesa di San Francesco è un insolito contrasto tra forme romanico-gotiche all’esterno e barocche all’interno, risiede in piazza Febei. Alcuni studiosi sostengono che fu fondata l’anno successivo alla morte del Santo nel 1240, sul luogo dove sorgevano l’antica Santa Maria della Pulzella con il convento dei benedettini. Nel 1262 fu ampliata per volere di San Bonaventura, nel periodo in cui risedette in Orvieto. Venne consacrata da Clemente IV nel 1266. I restauri e gli stucchi nascosero i diversi affreschi di epoca medievale. Uno scoperto recentemente è sfuggito a tale sorte, quello di Pietro di Puccio lo stesso artista che eseguì i lavori nel Duomo. L’affresco raffigura 3 momenti di vita di San Matteo. Scoperto nel 1999dal prof. Litigi Fratini il recente restauro ha riportato alla luce i suoi vivaci colori. Su richiesta è possibile vederlo ed è consigliato perché considerato uno dei primi fumetti della storia dell’arte anche se le parole non sono ora ben leggibili

E’ stato qui
Caterina dei Medici futura regina di Francia
Il palazzo Petrangeli dimorarono oltre alle famiglie Filippeschi poi Simoncelli, nel 1532 fu ospitata Caterina dei Medici futura regina di Francia definita nei documenti orvietani come Occhio del Pontefice.

Garibaldi nella locanda delle Belle arti
Nel Palazzo Ottavini, sede odierna della Cassa di Risparmio di Orvieto, fino alla prima metà dell’Ottocento c’era la Locanda delle belle Arti, dove soggiornò di passaggio per Roma nel 1867, il grande Giuseppe Garibaldi. Il condottiero parlò alla folla che alla notizia si era radunata sotto la sua finestra. A ricordo dell’evento è stata posta una lapide sulla facciata del palazzo.

Sigmund Freud e i suoi riferimenti del soggiorno in Orvieto
La Locanda delle Belle Arti cambiò il nome in Albergo delle Belle Arti e occupò il palazzo Bisensi, poi Macisti-Giberti e divenne l’albergo più importante della città. Tanto che nel settembre del 1887 e nell’Agosto del 1902, Sigmund Froid vi soggiornò. Non a caso fa riferimento in Psicopatologia della vita quotidiana all’albergo ed alle pitture del Signorelli. L’Albergo chiuse i battenti dopo la 1° Guerra Mondiale.

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